

Un dissipatore, in elettronica, è un dispositivo, montato generalmente su una scheda elettronica, che consente l’abbassamento della temperatura dei componenti elettrici e/o elettronici presenti che sprigionano calore, come transistor e processori, evitando che il surriscaldamento degli stessi ne provochi il malfunzionamento, l’arresto o addirittura la fusione. Infatti, le temperature limite dei dispositivi elettronici attivi si aggirano mediamente sui 150 °C e senza adeguati dissipatori potrebbero essere raggiunte in pochi secondi.
Descrizione
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I materiali utilizzati sono il rame e l’alluminio; il primo viene impiegato nei casi dove occorra la massima efficienza nel trasferimento termico, accettandone il maggior costo e il maggior peso specifico, l’alluminio è molto più diffuso e viene scelto per condizioni operative meno impegnative.
Nel caso di dissipatori per microprocessori, solitamente è configurato a lamelle per aumentare l’efficienza nella sottrazione di calore (aumento rapporto superficie/volume), e ulteriormente accoppiato con una ventola di raffreddamento mossa da un piccolo motore elettrico (collegato direttamente alla scheda madre) che fornisce un flusso di aria di ventilazione.
Ne esistono di molte altre forme, conformate in funzione dei componenti a cui devono essere applicati, in alcuni casi, prevalentemente apparecchiature voluminose sviluppanti molto calore, costituiscono parte portante del telaio stesso. Il principio sfruttato è sempre quello di aumentare la superficie radiante per favorire la dispersione del calore per irraggiamento e convezione. Quando necessita efficienza estrema e minimo ingombro, si adotta la soluzione definita “ventilazione forzata”, come nel caso delle CPU o della strumentazione elettronica professionale.
Particolare attenzione va rivolta all’accoppiamento meccanico tra il dispositivo generante calore e il dissipatore, per ottenere la massima efficienza, viene interposto tra le due superfici a contatto, una pasta termoconduttiva o resina conduttiva, o grasso conduttivo o pad termico[1], avente funzione di eliminare completamente il velo di aria inevitabilmente presente che, essendo la stessa un pessimo conduttore termico, ne limiterebbe l’efficienza.
Dissipatori a liquido
Questi dissipatori sono dei veri e propri piccoli impianti di raffreddamento dove il liquido (un mix di acqua distillata, antibatterico/antialghe, anticorrosivo, eventualmente antigelo e colorante) viene fatto circolare da una pompa e passa attraverso il waterblock, un blocco di metallo che ha lo scopo di assorbire il calore dal componente da raffreddare e trasferirlo al liquido in circolo il quale, fluendo attraverso un radiatore attraversato da un flusso d’aria generato da una o più ventole, viene infine disperso nell’ambiente.
Questo sistema di raffreddamento è il più efficace, ma anche il più costoso; inoltre bisogna effettuare manutenzione periodicamente cambiando l’acqua e pulendone i componenti.
